Arrivederci Roma

colisseoIl turismo a Roma

Aumentano i turisti a Roma. Nei primi sette mesi (gennaio-luglio) del 2014 sono stati oltre sei milioni i turisti arrivati nella Capitale. Lo rende noto il Comune di Roma. Dai dati forniti dell’Ente Bilaterale del Turismo del Lazio si segnala, tra gennaio e luglio 2014, una crescita per il turismo romano del + 6,05% per gli arrivi e +5,51% per le presenze, rispetto allo stesso periodo del 2013.

Dei 6.024.893 di turisti totali che hanno soggiornato negli alberghi romani nei primi sette mesi di quest’anno, 2.192.092 (+5,25%) sono italiani e 3.832.801 sono stranieri (+6,51%). Il trend positivo riguarda anche le presenze totali che, in questi sette mesi, sono cresciute, passando da 13.397.518 a 14.135.570. Anche nel mese di luglio appena trascorso i turisti statunitensi si sono confermano i più numerosi, e con ben 215.064 arrivi e 518.125 presenze, detengono circa il 30% del mercato turistico della Capitale.

Tra i turisti europei, i più numerosi giungono dal Regno Unito con 50.448 arrivi e 144.720 presenze. Subito dopo si confermano gli spagnoli, 44.524 arrivi e 124.128 presenze, e poi tedeschi, francesi e russi. L’effetto Papa Francesco è confermato dal trend decisamente in crescita dei turisti provenienti dall’Argentina, +28%, che tradotto in numeri significa 13.271 arrivi e 33.892 presenze. Nel 2013 erano sbarcati in 10.345 per 26.891 presenze.

Fonte:

http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CAMPIDOGLIO/turismo_turisti_arrivi_roma_capitale/notizie/852131.shtml

Storia di Roma

Il Colosseo

Sono diversi i miti e le leggende sul Colosseo e noi come tali li trattiamo. Cercando, leggendo e ascoltando, abbiamo raccolto alcune curiosità che vengono dal passato e qualche domanda uscita fuori nel presente. La prima cosa da trattare riguarda sicuramente il Nome Colosseo e da quando e perché si è iniziato a usarlo al posto di Anfiteatro Flavio. L’origine non è certa, a molti piace l’idea che l’appellativo “Colosseo” discenda dal “colosso” di Nerone, enorme statua (secondo altri di Eliogabalo in sembianze del dio sole), alta 30 m, che sorgeva accanto all’anfiteatro pressapoco dove oggi è l’ingresso della stazione metropolitana. Altri pensano, semplicemente, che il nome sottolinei la mole (colossale) stessa del circo ed un’altra teoria lo fa risalire al luogo dove sorge l’anfiteatro, in antico “Collis Isei” da un tempio di Iside che era sul Monte Oppio e dava il nome alla contrada, detta appunto “Iseo”. Vi è anche una curiosa leggenda secondo la quale il Colosseo sarebbe stato un tempio abitato da demoni. I sacerdoti di questo tempio alla fine di ogni cerimonia si rivolgevano agli adepti con la domanda: “Colis Eum?” (Adori Lui? cioè, veneri il capo di questi demoni? riferito al diavolo); da ciò sarebbe derivato il nome del monumento, Coliseum. La storia dei demoni durò a lungo poichè anche Benvenuto Cellini ne parla in un suo racconto, dove narra che una notte si recò al Colosseo per assistere alle manifestazioni demoniache con il suo amico Agnolino Gaddi e questi dallo spavento “fece una istrombazzata di coregge con tanta abundanzia di merda, la quale potette molto più che la zaffetica” e tutti i diavoli fuggirono a gran furia. Sembra che, a partire dall’VIII secolo, l’Anfiteatro Flavio assunse il nome di Colyseus, per la prima volta, in un epigramma del venerabile Beda:

Quamdiu stabat Colyseus Stabit et Roma; Quamdo cadet Colyseus Cadet et Roma; Quamdo cadet Roma Cadet et mundus. Finchè resisterà il Colosseo, resisterà anche Roma; quando cadrà il Colosseo, cadrà anche Roma; quando cadrà Roma, cadrà anche il mondo.

Fonte:

http://www.colosseo-roma.it/nome-del-colosseo/

Video:

Film girati a Roma

Federico Fellini – Dolce Vita (1960)

Video:

Fausto Brizzi – Notte prima degli esami (2006)

Video:

Paolo Sorrentino – La Grande Belleza (2013)

Video:

Canzone su Roma

Antonello Venditti – Grazie Roma (1983)

Video:

Testo canzone:

Dimmi cos’è che ci fa sentire amici
anche se non ci conosciamo.

Dimmi cos’è che ci fa sentire uniti
anche se siamo lontani.

Dimmi cos’è, cos’è
che batte forte, forte, forte in fondo al cuore,
che ci toglie il respiro e ci parla d’amore.

Grazie Roma,
che ci fai piangere e abbracciarci ancora.
Grazie Roma, grazie Roma,
che ci fai vivere e sentire ancora una persona nuova.

Dimmi cos’è quella stella grande grande in fondo al cielo
che brilla dentro di te
e grida forte forte in alto al cuore,

Grazie Roma,
che ci fai piangere e abbracciarci ancora.
Grazie Roma,
grazie Roma, che ci fai vivere e sentire ancora una persona nuova.

Dimmi chi è chi è che mi fa sentì importante
anche se non conto niente,
che mi fa re quando sento le campane
la domenica mattina.

Dimmi chi è chi è
che mi fa campà sta vita così piena di problemi
e mi dà coraggio se tu non mi vuoi bene.

Grazie Roma,
che ci fai piangere e abbracciarci ancora.
Grazie Roma,
grazie Roma, che ci fai vivere e sentire ancora una persona nuova.

Fonte:

http://www.musica.com/letras.asp?letra=1947901

Colle Der Fomento – Il cielo su Roma (1999)

Video:

Testo canzone:

Esco di casa e ci sto dentro, la mia città grande quanto grande il mondo, a volte mi ci perdo non
la conosco fino in fondo eppure so quanto Roma capoccia è splendida al tramonto per molti un
vanto, riflessa nello specchio dei negozi persa in mille vizi, troppi pezzi troppi palazzi, mille facce
mille storie mille volti hai giurato ma alla fine poi ti scordi qualcuno te lo scordi se lo perde per la
stada ma Roma se ne frega in cambio dalla notte che ti invita fredda che quel freddo ti rimane a
volte così calda che quel freddo te lo fa scordare, così viziata e vissuta nello stesso tempo
insegna quante volte ch’ai da esse svelto troppe volte ha visto l’amore fasse rosso su una lama
de cortello ma dimmi quante volte hai visto il cielo sopra Roma e hai detto quant’è bello, viettelo
a vedè dall’alto scavalca il muro al foro e viemme accanto eccola e stasera non farà la stupida
darà le mejo stelle la mejo luna che me illumina.

Rit.
E’ nella testa
tutto qua tutto qua
comunque resta
tutto qua tutto qua
E’ nella testa
tutto qua
restano le mejo stelle solo le mejo che dà
E’ nella testa
tutto qua tutto qua
comunque resta
tutto qua tutto qua
E’ nella testa
tutto qua
tutto quello che mi serve sotto il cielo della mia città.

Nato in mezzo al fiume della mia città nel cuore della mia città chi nasce qua qua ci resta, la
gente vive nel posto nel quale abito intorno a me ma non ne vive neanche un attimo, n’adà
passà d’acqua sotto sti penti prima che si risolvano e ritornino i conti quante ne ho viste vissute
o ne ho fatte sotto questo cielo giorno e notte, l’ho attraversatata col motorino da parte a
parte o in matropolitana sotto il suolo sottostante, la sua forma è la mia forma, la Roma di chi se
ne va ma che tanto poi ritorna, tanti scenari da film per chi si ama quante fontane per bere in
ogni angolo di Roma negli anni ottanta si girava con lo special cinquanta qualcuno ci aveva
messo il centoquaranta i ciaetti che facevano una piotta e trenta e sotrie del genere le cose
grosse più le piccole per crescere, in mezzo a questo sotto questo cielo vivo ed un motivo ce
sta se lo scrivo.

Rit.

Roma la città eterna non scende a patti la Roma dei coatti le comitive sui muretti, le borgate la
periferia i palzzi la Roma degli sguardi che finiscono in scazzi, nei cortili qualcuno sta vendendo
qualcuno sta comprando una sirena e stanno già scappando via di qui tocca dasse al più presto
più presto per lasciare un segno in mezzo a tutto questo, la Roma dei romani de Roma de chi la
vede pe la prima e ce se innamora la Roma bene acchittata che pe acchittasse paga le sale
giochi la mattina coi pischelli che hanno fatto sega il fronte i fasci il forte gli autonomi le
situazioni brutte di notte stazione termini il bionno tevere il cilo sopra Roma che non smette mai
de vivere.

Rit.

Fonte:

http://www.raptxt.it/testi/colle_der_fomento/il_cielo_su_roma_225.html

Claudio Villa  – Arrivederci Roma (Renato Rascel) (1958)

Vídeo:

Testo canzone:

T’invidio, turista
che arrivi, t’imbevi
de Fori e de scavi,
poi tutto d’un colpo
te trovi Fontana de
Trevi tutta per te!
Ce sta ‘na leggenda
romana legata a
‘ata vecchia fontana
per cui se ce butti un
soldino costringi il
destino a fatte torna’.
E mentre er . soldo bacia er
fontanone la tua
canzone in fondo e’
questa qua!
Arrivederci, Roma…
good bye…
au revoir…
Si ritrova a pranzo a
Squarciarelli
fettuccine e vino dei
Castelli come ai tempi
belli che
Pinelli immortalo’!
Arrivederci Roma…
good bye…
au revoir…
Si rivede a spasso in
carrozzella e ripensa a
quella “ciumachella”
ch’era tanto bella e
che gli ha detto
sempre “no!”
Stasera la vecchia
fontana racconta alla
solita luna la storia
vicina e lontana di
quella inglesina col
naso all’insu’.
Io proprio qui
l’ho incontrata e qui,
proprio qui l’ho
baciata. Lei qui con la
voce smarrita m’ha
detto: “E’ finita,
ritorno lassu’!”
Ma prima di partire
l’inglesina butto’ la
monetina e sussurro’:
Arrivederci Roma…
good bye…
au revoir…
Voglio ritornar a via
Margutta, voglio
rivedere la soffitta
dove m’hai tenuta
stretta stretta in
braccio a te!
Arrivederci Roma…
Non so scordarti piu’…
Porto in Inghilterra i
tuoi tramonti, porto a
Londra Trinita’ dei Monti
porto nel mio cuore i
giuramenti e
gli “I love you!”
Arrivederci Roma!

Fonte:

http://www.wikitesti.com/Arrivederci_Roma

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