Sapore di mare

vespa Carlo Vanzina

Nato a Roma nel 1951, figlio del regista Stefano (in arte Steno) e fratello dello sceneggiatore Enrico, esordisce nel cinema ad un anno, interpretando la parte d’un neonato in “Totò e le donne”, firmato dal padre.
Dopo aver studiato presso una scuola francese, lavora tra il 1969 ed il 1975 come aiuto regista ancora per il genitore (“Il vichingo venuto dal Sud”, 1971; “La poliziotta”, 1974), ma in primo luogo per Mario Monicelli (“Brancaleone alle crociate”, 1970; “Romanzo popolare”, 1974; “Amici miei“, 1975) ed Alberto Sordi (“Polvere di stelle”, 1973; “Finché c’è guerra c’è speranza”, 1974).
Esordisce dietro la macchina da presa nel 1976 con “Luna di miele in tre”, una commedia interpretata da Renato Pozzetto; al mediocre “Figlio delle stelle” (1979) fanno seguito alcuni film col gruppo de I Gatti di Vicolo Miracoli – composto da Jerry Calà, Franco Oppini, Nini Salerno ed Umberto Smaila – e con Diego Abatantuono, da “Arrivano i gatti” (1980) a “I fichissimi” (1981), da “Viuuulentemente…mia” (1982) a “Il ras del quartiere” (1983).
Dipoi, diversi suoi lavori – “Sapore di mare” (1983), “Vacanze di Natale” (1983), “Sotto il vestito niente” (1985),”Yuppies” (1986) – risultano tanto fortunati da generare uno o più seguiti, quasi mai diretti da lui: egli diviene, così, uno dei beniamini del pubblico.
Dotato di robusto mestiere, ha diretto nell’ultimo quindicennio – con alterne fortune – innumerevoli pellicole, delle quali vanno almeno segnalate “Via Montenapoleone” (1987), “La partita” (1988), “Le finte bionde” (1989), ” Tre colonne in cronaca” (1990), “Sognando la California” (1992), “I mitici” (1994), “A spasso nel tempo” (1996), “Il cielo in una stanza” (1999), “Quello che le ragazze non dicono” (2000), “South Kensington“(2001), “Febbre da cavallo – La Madrakata” (2002),  “Il pranzo della domenica” (2003).

Fonte:

http://www.italica.rai.it/scheda.php?scheda=vanzinac

Video:

Carlo Vanzina – Sapore di mare (1982)

1965, un gruppo di ragazzi e alcune famiglie trascorrono un’estate sulle spiagge della Versilia, ci sono i nobili e pettegoli marchesini Pucci, Gianni l’intellettuale che pensa ai libri invece che alla sua bella ragazza Selvaggia (Isabella Ferrari), il classico e cinematografico “romano de Roma” Maurizio e l’adolescente con l’ormone a mille Giorgia.

Le famiglie invece come al solito saranno descritte per classi sociali: i ricchissimi milanesi Carraro con “cummenda”, signora e viziata prole al seguito, il playboy e viveur Felicino (Christian De sica) con la sua nuova fiamma, la bella inglesina Susan e l’eterno Peter Pan Luca (Jerry Calà) sempre in vena di scherzi e senza la benché minima intenzione di crescere.

A rappresentare il sud troviamo invece la famiglia napoletana dei Pinardi, alla loro prima vera vacanza in Versilia, composta dagli apprensivi e iperprotettivi coniugi Pinardi più due figli, la bella Marina (Marina Suma) e il timido Paolo (Angelo Cannavacciuolo).

Assisteremo alle vicissitudini goliardico-sentimentali del gruppo tra delusioni d’amore, filarini estivi da ombrellone, romantici falò e baci a labbra salate, fino all’inevitabile e malinconica chiusura della stagione balneare in pure stile “L’estate sta finendo”.

Fonte:

http://www.cineblog.it/post/421777/stasera-in-tv-su-rai-3-sapore-di-mare-con-christian-de-sica

E’ un film che non presenta una vera e propria trama, ma si limita a descrivere un insieme di situazioni e sottostorie di cui sono protagonisti alcuni ragazzi in vacanza al Forte dei Marmi nei primi anni ’60, provenienti da tutta Italia e aventi origini sociali e culturali diverse e frammentate. Conosciamo così la coppia composta da Gianni (Ansaldi) e Selvaggia (Ferrari), lui intellettualoide rachitico (nel pieno cliché), lei di una bellezza al contempo acerba e provocante; i fratelli milanèsi Felicino e Luca (De Sica e Calà) figli di un ricco imprenditore (Bologna) che, più grandi degli altri, sono i leader della piccola compagnia; il napoletano Paolo (Cannavacciuolo) fidanzato con l’inglesina (Huff) di turno nel sospetto dei genitori attaccati alla tradizione. Ed in più, la matura e favolosa signora Balestra (Lisi), sposata al solito cumenda lombardo (il grande Dogui, RIP) che suscita qualche prurito nel timido Gianni grazie a fascino indubbio e savor faire mai volgare.

L’interrelazione fra varie storie e sottostorie porta ad un bailamme di personaggi e situazioni, e, forse, alla malinconica crescita dei personaggi, testimoniata dall’epilogo del film, in cui i protagonisti di allora tornano – nel presente dell’83 – nei luoghi delle loro vacanze, per riscoprirsi invecchiati, mentre Little Tony canta sempiterne melodie che battagliano con i più moderni ritmi danzerecci dei Righeira, a costituire un trait d’union fra anni ’60 ed ’80.

Rispetto a tanta commedia “pseudo trash”, questo film si stacca decisamente dalla media, sia perché soggetto e sceneggiatura, nei loro tocchi autobiografici ed, in ogni caso, nella trattazione di temi universali per ogni adolescente ed adulto che non abbia scordato la gioventù, sono più che decorosi e presentano un andamento scoppiettante, che ci coinvolge e fa scattare una sorta di identificazione nelle vicende, facendoci parteggiare ora per l’uno ora per l’altro protagonista.

Riuscita la scelta degli attori: dal simpatico e Gianni Ansaldi alla quasi esordiente Isabella Ferrari, passando per i più esperti Calà e De Sica che – come al solito – sono il valore aggiunto del film. Apparizione amichevole di una Virna Lisi ironica e per nulla volgare, vera signora del nostro cinema, mai troppo lodata rispetto ad altre colleghe bbone ma sopravvalutate.

Felice la scelta dei caratteristi di cui il nostro cinema sembra aver perduto memoria, da Ugo Bologna a Guido Nicheli, passando per Franca Scagnetti, Ennio Antonelli, e Gianfranco Barra. Quando penso che molti di loro sono morti, li ringrazio per gli attimi di gioia che mi hanno regalato, sentendoli quasi come di famiglia.

“Sapore di mare” è inoltre di un prodotto privo dell’enfasi pecoreccia in cui cadono molti di questi film ed in cui, purtroppo, sono caduti anche i fratelli Vanzina durante la loro ormai lunga carriera. Anzi, a proposito dei Vanzina, lancio un appello: Stefano e Carlo, che aspettate a convocare gli attori dell’83 e farci vedere cosa erano effettivamente diventati negli anni ’80 e ’90: sarebbe eccitante rivedere Calà, Ferrari, De Sica e gli altri in una sorta di “Sapore di sale oggi”, rubando voi l’idea al vostro epigono Brizzi – magari anche solo in tivvù!!

Continua:

http://www.debaser.it/recensionidb/ID_22167/Carlo_Vanzina_Sapore_di_mare.htm

Video:

Video:

Caterina Caselli – Perdomo (1966)

Perdono, perdono, perdono…
io soffro più ancora di te!

Diceva le cose che dici tu
Aveva gli stessi occhi che hai tu
Mi avevi abbandonata
ed io mi son trovata
a un tratto già abbracciata a lui…

Perdono, perdono, perdono…
io soffro più ancora di te!
Perdono, perdono, perdono…
il male l’ho fatto più a me!

A volte piangendo non vedi più
Da come ha sorriso, sembravi tu…
Di notte è molto strano
ma il fuoco di un cerino
ti sembra il sole che non hai!

Perdono, perdono, perdono…
io soffro più ancora di te!
Perdono, perdono, perdono…
il male l’ho fatto più a me!

Di notte è molto strano
ma il fuoco di un cerino
ti sembra il sole che non hai!

Fonte:

http://www.parolesmania.com/paroles_caterina_caselli_1486/paroles_perdono_155301.html

Video:

Fred Bongusto . Una rotonda sul mare (1963)

Una rotonda sul mare
il nostro disco che suona
vedo gli amici ballare
ma tu non sei qui con me

amore mio dimmi se sei
triste cosi’ come me
dimmi se chi ci separo’
e sempre li’ accanto a te
se tu sei felice con lui
o rimpiangi qualcosa di me
io ti penso sempre sai
ti penso….

una rotonda sul mare
il nostro disco che suona
vedo gli amici ballare
ma tu non sei qui con me

amore mio dimmi se sei
triste cosi’ come me
dimmi se chi ci separo’
è sempre li’ accanto a te
se tu sei felice con lui
o rimpiangi qualcosa di me
io ti penso sempre sai
ti penso

una rotonda sul mare
il nostro disco che suona
vedo gli amici ballare
ma tu non sei qui con me.

Fonte:

http://www.wikitesti.com/Una_rotonda_sul_mare

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